Cosa significa una particolare battuta di Eduardo in ‘Napoli milionaria!’

C’è una battuta di Napoli milionaria! di Eduardo De Filippo che spesso ritorna a rammentare tutta l’inquietudine e la lucidità del suo significato. Napoli milionaria! è la prima commedia della Cantata dei giorni dispari. Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1945, l’opera teatrale di Eduardo porta in scena il copione letterario di un’umanità arresa a se stessa e alle manomissioni morali e interiori di un popolo, in questo caso quello napoletano, che si presta ad essere osservato dall’interno come campione di un umanità che nella sua universalità può riconoscersi negli accadimenti di una delle città in Europa maggiormente colpite dal secondo conflitto mondiale. Eduardo ha fatto di un trauma personale e collettivo una rappresentazione di profonda e amarissima sensibilità.

La scena in questione vede Gennaro Jovine (Eduardo) tornare dal fronte e dalla prigionia. Il suo ritorno desta stupore e, per certi aspetti, un sentimento di difficile ammissione, alimentato dalla scomodità di fondo che la sua testimonianza si ostina a raccontare per distogliere parenti e amici da una distrazione generale che vuole mettersi alle spalle orrori e sofferenze di quegli anni di guerra. Allora, in occasione di una festa organizzata per il compleanno di un amico che si rivelerà aver tentato più volte di insidiare la fedeltà di sua moglie, Gennaro Jovine preferisce isolarsi dal resto del gruppo festante per accudire la figlia malata. Resosi conto del muro che separa il suo umore afflitto dagli altri commensali poco disposti ad ascoltarlo, dice alla signora Adelaide, che cerca di convincerlo e rassicurarlo sul fatto che tutto ormai è finito e messo alle spalle: “No, vi sbagliate. La guerra non è finita e non è finito niente”.

Cosa vorrà dire una battuta così apparentemente semplice e rassegnata? Vuol dire questo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In copertina foto del Monumento in memoria dei bambini vittime della strage di Lidice in Repubblica Ceca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!