Il Mangianastri – Che cosa sono le nuvole?

di Alfonso Tramontano Guerritore

Il traffico, non esiste da sempre. E’ una piaga recente. Come la burocrazia. E così il sovraffollamento, le attese per qualunque cosa. Il tempo impiegato nell’uso delle invenzioni escogitate per semplificarci la vita. Le istruzioni per non fare le cose con le mani. L’azzeramento delle distanze, di noie e cadute celesti. Gli ascensori destinati al precipizio. Tali contraddizioni, come la nebbia e il mare alto, si comportano come la neve, adoperata per le vacanze invernali, in luoghi raffinati e costosi, eppure capace di sfondare un tetto robusto, di ingannare una traiettoria o un percorso, seminando morte. Gli uccelli coloratissimi ridotti in gabbia, ormai incapaci di volare e deprivati di orientamento, cantano di libertà perché in quelle condizioni, non c’è altro da cantare. Non sono mai stato dietro griglie di ferro smaltato, con acqua e insalata. Il mondo chiuso ci invita a sorridere mentre il piombo si accumula nei bicchieri e il cloro decolora  le squame dei pesci. Ecco l’agnello di un dio qualunque. Ecco i peccati e le confessioni, le abluzioni, le prescrizioni di non amore e gli eretici al rogo. Gli infedeli. Un pomeriggio il prete uscì dal buio del confessionale, comparve dalla grata di maglia fitta mentre stavo parlando, e senza preavviso mi fu a lato. Quando me ne accorsi mi guardava da un po’. Aspettava che mi voltassi. Farfugliò qualcosa sul signore e sulla gravità, sputacchiando goccioloni di saliva. Aveva gli occhi racchiusi in dei sacchi di pelle. Mentre parlava, pian piano cominciò a gesticolare. Alzò la voce diventando sempre più incomprensibile. I miei peccati erano causa solo apparente di quel comportamento. In realtà non c’entravano niente. Era lui che voleva liberarsi. Allora non capii nessuna delle sue parole. Adesso sono certo che fossero bestemmie.

 

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