‘Otherside’, la mostra di Pina Della Rossa presso il Cilento Outlet Village

Nella Sala delle Esposizioni Fornace Falcone, presso il Cilento Outlet Village di Eboli, è presente la personale di Pina Della Rossa, inaugurata il 18 marzo. La mostra, intitolata Otherside, è costituita da una grande istallazione, site specific, realizzata con le opere più significative dell’artista.

Le opere si dispongono iscrivendo un percorso ‘intermittente’ di quadri e segmenti geometrizzati fotografici, cunei testurizzati e cromatici che sviluppano una costellazione di intricate ramificazioni, volti consunti, pelle rugata. Pina della Rossa – si legge nel testo di presentazione – concepisce la pratica artistica come uno sprofondamento e una risalita del proprio corpo psichico. Le sue visioni sono una soglia mobile di oscuramenti e illuminazioni, in una eccedente topografia dell’anima, come un ribaltarsi eterotopico del ‘dentro’ in ‘fuori’, e viceversa.

La frammentazione che caratterizza la strutturazione di Otherside è tanto contenuta nelle perimetrazioni che contengono gli elementi in composizione, quanto è disposta in un caotico sprigionamento secondo un accostamento visivo che non rivela la polarità degli avvicinamenti o, per la stessa ipotesi, di allontanamenti. La codificazione di un impianto visivo in costanza di destrutturazione fonda le sue norme su un’ampia adozione segnica caratterizzata da un dizionario della forma e del simbolo, laddove la loro geometria si fraziona tanto nella regolarità quanto nella irregolarità per una poligonia dell’immagine in apparizione e in scomparire dentro una sagomatura declinata in fratturazione.

Franco Cipriano nel suo testo critico dedicato all’artista, dal titolo Ulteriorità dell’immaginabile nell’opera di Pina Della Rossa, scrive che “Spostando nell’aperto il ‘confine’, l’opera di Pina Della Rossa, pur radicata in un gesto originario dello sguardo, risuona di un ‘inimmaginabile’ che la interroga e ne attiva rifrazioni spaziate articolate nel componimento istallativo come su di un invisibile pentagramma. È una soglia d’immanenza trascendente, dove nell’intrico immaginativo della phisis può “splendere la pura luce”, soglia ‘inesistente’ sulla quale nelle fenditure dell’opera ‘si sogna’ l’infinito”.

Otherside non sembra rifiutare i segni sinestetici di una temperatura dell’immagine affidata a un varco visivo che si avvale di una perforazione geometrica in separazione tra luoghi distinti di osservazione. Un filo sottile lega gli estremi di un osservatorio diviso in posizionamenti. Il luogo che si proietta tra lo sguardo e il punto d’arrivo posto in uno spazio distinto e non identificabile. Un topos criptato destinato a contenere l’intarsio fossile di una natura in perpetua sospensione.

“Orme del corpo e reticoli di rami come arterie ossificate, nella non-simbolica, riflessa corrispondenza con la consunzione modificantesi della materia del tempo. L’immagine che l’artista vede nel fotografare è un eco corporeo di un disagio dell’anima che si iscrive in una mutabile, architettonica visione di un anelito di trascendenza”.
Franco Cipriano

Biografia

Pina Della Rossa,
vive e lavora a Napoli, artista visiva e docente di Storia dell’Arte, è attiva sulla scena dell’arte dagli anni ottanta. Laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, si occupa di fotografia, video, pittura, design ed installazioni. La sua ricerca introduce una riflessione metaforica sul rapporto di Identità e Corpo, Materia e Memoria. Artista e attivista di matrice concettuale, si svincola dalla fisicità, emancipandosi dalla scientificità dell’applicazione fotografica, per accogliere stimoli di natura extra-sensoriale. Nel corso della sua evoluzione artistica Della Rossa testimonia il suo saper unire l’arte all’impegno sociale, elaborando progetti focalizzati su tematiche esistenziali, tensioni urbane e collettive, e lotta alla violenza. In tal senso, si rivela sensibile attivista per la difesa dei diritti umani. Le sue opere divengono linguaggio della contemporaneità, scavo interiore, autobiografico e, nel contempo, momento di rinascita. Da ricordare, il progetto “Dopo la battaglia” ed il progetto in progress “Segni permanenti”, con il quale ha realizzato performance art, fotografie, video e installazioni, utilizzando la propria immagine e coinvolgendo personalità del mondo dell’arte e della cultura ed intere comunità, trasformando il suo messaggio artistico e personale, dall’animo singolo ad un messaggio universale. La sua opera si estrinseca anche su giochi di piani, su differenti componenti geometriche, quando, trasformandosi in puzzle, si sottrae alle obbligazioni del formale: così, libera da vincoli, essa esplode, senza confini, abitando in più luoghi. Nei puzzle si evidenzia altresì un vero e proprio viaggio sui sentieri della memoria, una comunione intima con la natura, in cui le intricate ramificazioni sono “nervi scoperti”.  In esse il reale si è eclissato trasformandosi in altre sembianze, divenendo una proiezione corporea ed instaurando una relazione simbiotica tra opera e fruitore. Traspare così la natura etica delle immagini, che spostano il senso comune sull’alterità che pervade la visione del reale.

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