Cannes 2019, il programma

Risultati immagini per cannes 2019 trailerMentre in Italia la Cineteca Nazionale di Roma è in cerca di una nuova casa che la accolga (su “change.org” è partita questa petizione che consigliamo di firmare, bastano pochi secondi, almeno ci proviamo: https://www.change.org/p/mibac-una-sala-ma-anche-due-per-la-cineteca-nazionale?recruiter=400054268&utm_campaign=signature_receipt&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&fbclid=IwAR38OxakoK4pOh9SGuLBCqjke38IU6vtG62CyWnfUaa87zugOlnxjFz8wr8) il mondo del cinema si prepara a trasferirsi a Cannes, dove tra il 14 e il 25 maggio si terrà il Festival cinematografico più famoso, importante e glamour del mondo (troppo? Forse, ma è storia vecchia ed è impensabile che possa cambiare), in una Francia ancora sotto shock per il recente incendio di Notre-Dame e mentre il mondo del cinema piange la scomparsa di Agnès Varda, omaggiata nello splendido poster. Stamattina alle 11,00 ha preso il via la conferenza stampa con l’annuncio dei titoli della “Sélection Officielle”, che include soprattutto le due sezioni competitive, il Concorso e “Un Certain Regard”, più le consuete Proiezioni di opere Fuori Concorso e delle cosiddette “Proiezioni Speciali”. Come vedremo tra breve, a parte i soliti veterani e le solite presenze fisse di registi che ormai a Cannes fanno parte della tappezzeria, si affaccia qualche volto nuovo, relegato come d’abitudine nella sezione “Un Certatin Regard”, sempre più ricettacolo vòlto a lanciare nuovi talenti.

Risultati immagini per cannes 2019Sebbene alcuni organi di stampa lo avessero annunciato, qualcuno addirittura specificando la data in cui sarebbe stato proiettato, Once upon a time in Hollywood, il nuovo attesissimo film di Quentin Tarantino non sarà (pare) in concorso a Cannes, a meno di sorprese dell’ultim’ora. Niente da fare neanche per Martin Scorsese e il suo costoso The Irishman (non è stato raggiunto l’accordo con Netflix, dopo le polemiche di due anni fa, e chissà che Venezia non riesca a fare il colpaccio), e per James Gray il cui film, stando alle parole del delegato Thierry Frémaux, non ha ancora terminato la post-produzione, particolarmente complessa a causa del fatto che il film è stato girato in pellicola. Ciononostante, la pattuglia statunitense sarà, naturalmente dopo quella francese, la più rappresentata nei diciannove titoli in corsa per la Palma d’oro. Infatti, al già annunciato Jim Jarmusch, che aprirà il Festival con lo zombie movie The Dead don’t die, si sono aggiunti il sempre più prolifico Terrence Malick (già Palma d’oro nel 2011 con Tree of Life) che presenta Hidden Life, opera ambientata durante la seconda guerra mondiale, e l’outsider Ira Sachs (Frankie), molto amato dai Cahiers du cinéma.

Risultati immagini per cannes 2019La pattuglia francese è invece costituita dagli ottimi Arnaud Desplechin (Roubaix, une Lumière), e Céline Sciamma (Portrait de le Jeune Fille en Feu), da Justine Triet, “promossa” in concorso dopo una partecipazione alla “Semaine de la Crititque” con Victoria, e da Ladj Ly (di origine maliana che è, con il senegalese Mati Diop, uno dei due esordienti in gara) anche se i belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne (Le Jeune Ahmed) e il canadese Xavier Dolan (Mathias et Maxime) sono ormai francesi d’adozione. Dopo il bel risultato dei due film italiani dello scorso anno (entrambi premiati), il nostro Paese sarà presente invece solo con Marco Bellocchio e il suo Il Traditore sulle vicende di Tommaso Buscetta. Se Dolore e gloria di Pedro Almodóvar (nelle sale italiane da maggio) era ampiamente annunciato, molto graditi per chi scrive sono il ritorno del grande cineasta palestinese Elia Suleiman con It must be Heaven (il suo ultimo lungometraggio di finzione, Il tempo che ci rimane, risale addirittura al 2009), la presenza del rumeno Corneliu Porumboiu (La Gomera), dell’austriaca Jessica Hausner (Little Joe) e del cinese Diao Yinan (The wild Goose Lake), vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2014 con il bellissimo Fuochi d’artificio in pieno giorno, oltre all’inossidabile Ken Loach, che presenterà Sorry we missed You, “un film pienamente loachiano”, secondo le parole di Frémaux.

Tra le opere fuori dal Concorso, si segnalano due biopic, uno su Elton John (Rocketman), e l’altro su Diego Armando Maradona, Tommaso di Abel Ferrara con Willem Dafoe, e due grandi vecchi come Werner Herzog (Family Romance, LLC) e Alain Cavalier (Etre Vivant et le savoir). Nella sezione “Un Certain Regard”, spiccano i nomi dello spagnolo Albert Serra (Liberté), di Bruno Dumont, con la seconda parte del suo progetto sulla vita di Giovanna D’Arco, e Kantemir Balagov, giovanissimo cineasta russo (classe 1991) che nel 2017 incantò con Tesnota, suo lungometraggio d’esordio. Infine, come fu tre anni fa per Jean-Pierre Léaud e prima ancora per Jean-Paul Belmondo, la Francia premia uno dei suoi grandi attori, con la Palma d’oro onoraria, che verrà consegnata quest’anno a Alain Delon. Meritatamente.

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